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Due vecchie varietà di vite: Albanona e Maiolo

Una bianca e una nera: l’Albanone, parente della più famigerata Albana (conosciuta a Bologna come albanina) e il Maiolo sono due antichissime varietà di vite le cui radici affondano almeno in epoca medievale, se non ben prima. Citate entrambe sin dal 1300, danno vini di grandissimo pregio, eleganti e pronti per essere rivalorizzati dalle tecniche vinicole moderne. Due espressioni antiche e variegate della viticoltura bolognese e romagnola, la cui storia tortuosa stava per spegnersi definitivamente.

Due nuove schede sono state aggiunte alla sezione dedicata ai vitigni storici della regione, vi invito a leggerli perchè entrambi questi vitigni hanno storie interessanti.

Albanone

L’Albanone o Albanona, noto in epoca passata anche come “Albana rara” o “Bottara”, è caratterizzato da grappoli di forma cilindro-conica, con acini sferici a buccia sottile che al giusto grado di maturazione assumono una suggestiva tinta giallo-dorata, questo vitigno si distingue per il mosto molto zuccherino (spesso tra i 22° e i 25°) e per una bassa acidità. La sua coltivazione, diffusa sia in pianura che in collina, ha sempre trovato spazio anche nelle alberate, dove il vitigno contribuiva a creare scenari paesaggistici di grande fascino. Un tempo molto comune a Bologna e in direzione Romagna, oggi è praticamente scomparso.

L’Albanone in Encyclopedia Cornucopia

Maiolo

Il Maiolo, o per meglio dire i maioli, si presentano in diverse declinazioni che ne arricchiscono la storia: tra le varietà a bacca scura, una si è diffusa nella bassa pianura in direzione Po (spesso definita “Maiolo tenero”), veniva impiegata in passato soprattutto per l’impollinazione del Lambrusco di Sorbara ed è probabilmente del tutto scomparsa. E’ probabile che sia il maiolo tutt’oggi spesso associato e confuso per Negretto. L’altra varietà, di colore nerissimo, e citata appunto già da De Crescenzi nel Trecento, era tradizionalmente coltivato in altura e apprezzato per la sua capacità di produrre vini intensi, persino troppo per un’epoca che richiedeva un gusto meno marcato. Documenti storici e trattati di viticoltura testimoniano l’importanza di questo vitigno, che, con grappoli compatti e acini dal colore deciso, ha segnato l’evoluzione della viticoltura in diverse zone dell’Emilia. Forse imparentato con lo spagnolo Tempranillo, le prove di vinificazione hanno mostrato un vitigno dal potenziale incredibile.

Il Maiolo in Encyclopedia Cornucopia

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